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Utente: ilario82
Nome: Ilario Piagnerelli
Studente e praticante giornalista all'università Lumsa di Roma.

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
20/03/2009

Il Corriere della Sera su Kindle 2, lettore digitale di Amazon

La crisi dell'editoria sta portando nelle società editoriali un vento di innovazione che non spirava dall'inizio degli anni Novanta, quando cominciò la sfida di internet. Con il calo delle vendite e la crisi della pubblicità il giornalismo ha bisogno di trovare nuovi modelli di business. Molti concordano sul fatto che una soluzione possa venire da un sistema facile e immediato di micropagamenti: una rivoluzione simile a quella che iPod e iTunes hanno rappresentato per il mondo dell'industria musicale. In questa prospetiva di innovazione il Corriere della Sera diventa il primo quotidiano italiano a poter essere sfogliato anche sul lettore palmare di libri elettronici Kindle 2 della Amazon, che permette di leggere libri e riviste in formato elettronico con una modalità di fruizione simile a quella cartacea. Grazie all’accordo siglato con Amazon, il Corriere della Sera è l’unico quotidiano italiano che, insieme a oltre trenta quotidiani internazionali (dal New York Times al Wall Street Journal) va ad arricchire l’offerta di editoria digitale, prima limitata agli e-book. Ogni mattina i clienti di Amazon, in modo semplice, intuitivo e immediato, possono accedere sul Kindle 2 a tutti gli articoli del Corriere della Sera, ordinati secondo le sezioni del giornale in edicola (prima pagina, primo piano, cronaca, esteri, ecc.). Il lettore digitale, per adesso disponibile negli Stati Uniti, arriverà in Europa a partire dal 2010. L’abbonamento è proposto da Amazon al prezzo di 9,99 dollari al mese. I primi 15 giorni sono gratuiti. L’accordo con Amazon rientra in una strategia di sviluppo volta all’innovazione e al potenziamento della diffusione del Corriere della Sera attraverso nuovi supporti tecnologici. L'ampliamento delle modalità di lettura - carta, internet, mobile - corrisponde alle nuove abitudini dei lettori e alle loro esigenze di mobilità. La sfida dell'editoria dei prossimi anni non può prescindere dalla qualità dell'informazione e dalla capacità di portare le notizie là dove i lettori si aspettano di trovarle.



Marco Pratellesi

postato da: ilario82 alle ore 10:55 | link | commenti
categorie: media, notizie
25/06/2008

Is GOOgle making us stOOpid?

Articolo mOOlto interessante sugli effetti che Internet sta avendo sulla nostra mente. Mi ci ritrovo in pieno. Click qui per leggere (è in inglese, ma niente paura con l'aiuto del vocabolario online). Qualche estratto qui sotto.

«Ho la sensazione che Internet stia frantumando la mia capacità di concentrazione e di osservazione. La mia mente si sta abituando a raccogliere informazioni nello stesso modo in cui la rete le distribuisce: un flusso di particelle che si muovono a grande velocità. Una volta mi sentivo come un subacqueo che si immerge nel mare delle parole. Ora schizzo sulla superficie come un ragazzino su un acquascooter».

«È vero, immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link».

«Ormai riesco a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi. Datemi un testo di più pagine e vengo subito assalito dal desiderio incontenibile di controllare la mia posta elettronica. È tutto così dispersivo».

postato da: ilario82 alle ore 23:16 | link | commenti
categorie: varie, media
08/02/2008

Ne vedrete delle belle...

Ragazzi, il 17 febbraio su La7 parte "The Italian Job", il programma per cui ho lavorato come redattore fino allo scorso ottobre (foto accanto). Non perdetevelo!!!

Italian Job: vicende e truffe di casa nostra Da Domenica 17 febbraio su La7 alle 21.30


ITALIAN JOB racconta l'Italia dei furbi e del malaffare, l'Italia di gente poco seria, degna, forse, di quell'immagine con la quale, con eccessiva leggerezza, all'estero ci hanno sempre disegnato: pizza, furbizia, mafia e 'volemose bene'. Paolo Calabresi, coadiuvato da un team di giornalisti, affronta un viaggio sconcertante e a tratti comico, nell'Italia degli imbroglioni e degli opportunisti. Attraverso credibilissimi travestimenti e camuffamenti si infiltrerà nella realtà in cui verranno messe alla prova l'onestà intellettuale o professionale delle 'vittime'... >>

postato da: ilario82 alle ore 17:10 | link | commenti (1)
categorie: foto, lavoro, media, video
04/01/2008

Io c'ho il Wi-Max


Ancora non ci credo. In un solo giorno sono passato dal più deprimente digital divide alla tecnologia più avanzata. Dall'antidiluviano 56k al futuristico (pre)Wi-Max. Grazie a Tiberbanda, da stamattina a casa mia sperimentiamo Internet via radio. Un'antenna montata sul terrazzo capta il segnale irradiato dal monte Soratte. La connessione è una scheggia: 4 Mbps dichiarati e oltre 3 di media. Molto meglio di quella m***a di Alice. Sull'onda dell'euforia, ho montato questo video celebrativo. Si vedono il monte e l'antenna.

postato da: ilario82 alle ore 00:51 | link | commenti (6)
categorie: media, video
18/02/2007

Dal blog alla tv

Quello del 'citizen journalism' è un mondo in continua evoluzione, e sicuramente la più grande novità di Internet da due anni a questa parte. L'ultima tendenza sembra essere la contaminazione di altri mezzi di comunicazione.  E' in questa direzione che vanno "CentoventiSecondi" e "TheBlogTv", due nuove realtà che mirano a portare il giornalismo dal basso in tv.  Con l'iniziativa CentoventiSecondi (video in basso) il TgCOM ha deciso di mettere a disposizione il proprio spazio al fiuto giornalistico dei "reporter di strada", per raccontare quello che sfugge agli organi di stampa. I video saranno pubblicati sul sito del quotidiano e andranno a comporre una striscia televisiva quotidiana di due minuti. TheBlogTV è un "canale televisivo" 'user generated' che già conta oltre 500 iscritti. Per far parte del progetto basta essere un 'vlogger', avere cioè uno spazio on-line (generalmente un blog) dove pubblicare i propri video, che la piattaforma provvederà a raccogliere e pubblicare sul web e sul canale di Sky "NessunoTv". Grazie al contributo dei suoi membri TheBlogTv produce addirittura diversi format televisivi, come "Tifosi2.0" che racconta passioni e pazzie dei tifosi italiani; "CityZEN", dedicato alla realtà urbana; "Memories", che raccoglie i racconti di vita delle persone anziane; "Uni_Vlog", realizzato dagli studenti.

postato da: ilario82 alle ore 23:42 | link | commenti (1)
categorie: media, video, studi

La nuova Bravo sfreccia sul blog

Anche il marketing ormai percorre a tutta velocità le strade di Internet 2.0. Fiat lo ha capito e per il lancio della nuova Bravo ha affidato a due giovani Product Manager la gestione di un blog (www.quellichebravo.it) che racconta, passo dopo passo, tutto quel che ruota attorno alla creazione della nuova auto. Ogni giorno i due bloggers "embedded" caricano su Youtube interviste e filmati esclusivi sulle fasi di progettazione (al limite dello spionaggio industriale) o sui test di sicurezza. Ancor prima della presentazione ufficiale, hanno svelato agli internauti le fattezze della nuova torinese e il video dello spot. In questo modo Fiat opera contemporaneamente sul fronte della comunicazione interna (lo scopo ufficiale, dichiara il blog, è quello di "dar voce a tutte le persone che hanno lavorato alla nuova Bravo") e, soprattutto, su quello della comunicazione esterna, rendendo trasparente il processo produttivo e avvicinando i clienti al marchio. Un mezzo "povero" e leggero al servizio di una strategia di marketing avanzata e intelligente, che mette a frutto tutti quegli studi che da qualche tempo indicavano i blog come l'ultima frontiera della pubblicità.

postato da: ilario82 alle ore 17:13 | link | commenti
categorie: media, video, studi
12/01/2007

La soluzione al mio digital divide?

Wi-Max, c'è l'accordo tra ministeri, il web viaggerà anche su onde radio

ROMA - Partiranno a giugno le prime licenze Wi-Max italiane, tecnologia senza fili che promette di spargere la banda larga ovunque sul territorio. I Ministri della Difesa (Arturo Parisi) e delle Comunicazioni (Paolo Gentiloni) hanno raggiunto l'accordo a cui stavano lavorando dai primi giorni del nuovo governo. Le frequenze deputate al WiMax (3,4-3,6 GHz), infatti, sono ancora controllate dalla Difesa e devono passare alle Comunicazioni perché la tecnologia possa partire. La Difesa ha diritto a un rimborso, da parte delle Comunicazioni, per cedere le frequenze. Dovrà infatti riallocare i propri sistemi radar fissi e mobili e gli assetti di telecomunicazione, spostandoli su altre frequenze. Solo oggi, dopo qualche mese di trattative, Parisi e Gentiloni si sono messi d'accordo sulla cifra e sulle modalità di passaggio. "Gli investimenti necessari deriveranno in parte da appositi capitoli del bilancio dello Stato ed eventualmente anche dal mercato Wi-Max", spiega una nota del Ministero delle Comunicazioni. Le frequenze disponibili. Si è deciso quindi che entro febbraio il tavolo tecnico istituito dai due Ministeri stilerà un calendario operativo per arrivare al lancio. Si attendono anche i risultati della consultazione WiMax che è in corso presso l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom). Spetta ad Agcom, infatti, decidere i criteri delle aste con cui il Ministero delle Comunicazioni assegnerà le licenze agli operatori interessati. Al momento è noto soltanto che i lotti iniziali di frequenze WiMax, resi disponibili, saranno pari a 35+35 MHz, ripartibili anche su diverse macroaree nazionali. Una tecnologia innovativa. "È una splendida notizia", commenta per Repubblica. it Maurizio Dècina, ordinario di reti e telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano. Negli anni scorsi Dècina aveva in più riprese messo il dito nella piaga, denunciando i ritardi del Wi-Max italiano. "Speriamo che il Governo voglia continuare con una politica di riutilizzo dello spettro radio a favore di tecnologie innovative". Ed innovativo il Wi-Max promette davvero di esserlo. L'Italia, a riguardo, è stata finora la cenerentola d'Europa: il solo Paese dove non ci siano state ancora aste Wi-Max. In Francia, Germania, Spagna e Regno Unito (tra gli altri) già sono arrivate le prime offerte, in alcune regioni. Il governo Berlusconi, infatti, non era riuscito a mettere d'accordo i due Ministeri per il passaggio delle frequenze, mentre altrove in Europa si è fatto in fretta. Eppure l'Italia è uno dei Paesi che più ha bisogno del Wi-Max. Per due motivi: per coprire i buchi della nostra copertura banda larga e per rendere più vario il mercato. Il Wi-Max di cui si parla oggi, infatti, è quello da postazione fissa (standard Ieee 802.16d), che funziona da casa o dall'ufficio un po' come l'Adsl. Ci si connette con un computer dotato di scheda Wi-Max o tramite un'antenna posta all'esterno dell'abitazione e collegata alla scheda Ethernet del Pc. Grazie alla tecnologia wireless, è possibile trasportare così il segnale veloce di accesso a Internet anche laddove sarebbe troppo costoso per gli operatori cablare la fibra ottica o attivare l'Adsl. Risposta al digital divide. È insomma una soluzione al digital divide, che affligge molte regioni italiane (a causa soprattutto della nostra orografia). Come denunciato qualche settimana fa dalla Commissione Europea, da noi le zone rurali sono coperte al 44 per cento, contro una media UE del 65 per cento. Il WiMax, contro il digital divide, serve in due modi: o come tecnologia da ultimo miglio (per portare l'accesso direttamente nelle case o negli uffici) oppure come tecnologia di trasporto, per creare le infrastrutture di base (in alternativa alla fibra ottica) sulle quali gli operatori possono poi installare apparecchiature Adsl. Grazie ai prezzi bassi delle offerte, però, il Wi-Max sta diventando anche un concorrente diretto dell'Adsl, in altri Paesi europei. Per esempio, Altitude in Francia offre WiMax a 4/4 Mbps, a 59 euro al mese. My Qube sta per lanciare in Germania un'offerta Wi-Max 3/3 Mpbs, a 20 euro al mese. Incluse illimitate telefonate verso numeri di rete fissa (via VoIP). Il Wi-Max potrebbe dare quindi una scossa al nostro mercato banda larga, che, rispetto al resto d'Europa, è eccezionalmente fondato sulle infrastrutture di rame di Telecom Italia. Il Wi-Max potrebbe fare nascere una concorrenza più agguerrita, perché più indipendente dalle infrastrutture Telecom, e incoraggiare la discesa dei prezzi, l'aumento delle velocità reali delle connessioni. Se tutto va bene, significa favorire la diffusione della banda larga nel Paese, a beneficio di utenti, aziende e pubbliche amministrazioni.
postato da: ilario82 alle ore 14:40 | link | commenti (2)
categorie: media, notizie, studi
22/12/2006

"Homeless" - L'inchiesta


Dopo il backstage, ecco finalmente la video-inchiesta "Homeless", realizzata da Alberto, Susanna (è sua la sensuale voce narrante), Ilario, Francesca, Carola, Federico, Agnese, Giorgia, Eleonora, Ines, Gianfranco, e chi più ne ha più ne metta, nell'ambito del Laboratorio di Editoria Multimediale LUMSA, tenuto dal prof. Paolo Liguori. Un breve viaggio tra i senzatetto della Capitale, per scoprire che dietro quelli che chiamiamo indistintamente “barboni” si nasconde una realtà complessa. Dietro ogni volto una storia, un modo diverso di finire in strada, ma anche una possibile via d’uscita. Negli ultimi anni i senza fissa dimora sono aumentati, soprattutto a causa dell’immigrazione dai paesi più poveri: ben il 60% degli oltre 6000 senzatetto censiti a Roma è di origine straniera. E il dramma è che si tratta di persone sempre più giovani. Di loro si occupano la Caritas Diocesana, che gestisce 5 mense, la Comunità di S. Egidio e diverse associazioni di volontariato. Per loro i vagabondi non sono “invisibili”, ma persone da reinserire nel tessuto sociale.


L'inchiesta è anche su TgCom !!!
postato da: ilario82 alle ore 13:32 | link | commenti (1)
categorie: media, video, studi
17/12/2006

"Il Belgio non esiste più"

In principio fu Orson Welles, che il 30 ottobre 1938 diffuse il panico negli Stati Uniti dando notizia, alla radio della CBS, di un'invasione marziana nel New Jersey (il TESTO in italiano). E si trattava anche allora di fiction: poco prima della notizia shock, infatti, uno speaker annunciò l'imminente trasmissione di uno sceneggiato radiofonico tratto dal famoso romanzo fantascientifico "La guerra dei mondi". Ma l'adattamento che Orson Welles aveva fatto dell'opera, altro non era che una finta trasmissione radiofonica, nel corso della quale una serie di breaking news annunciavano il terribile evento. L'effetto fu dirompente: migliaia di persone in tutti gli States si riversarono nelle strade, dando vita a crisi di isterismo collettivo; molti tentarono di fuggire disperatamente in auto o presero d'assalto i mezzi pubblici; si verificarono violenze e suicidi. Alla fine il bilancio fu di parecchi morti e feriti e danni per milioni di dollari.


Le Fiandre sono libere e indipendenti, il Belgio non c’è più. La Rtbf, il canale pubblico francofono belga, ha mandando in onda mercoledì sera una “docu-fiction” che inizia proprio come una vera trasmissione straordinaria e che ha interrotto il popolare programma “Questions a la Une”. E così, i telespettatori hanno potuto vedere un cronista appostato di fronte al parlamento fiammingo a Bruxelles che dava l'annuncio di quello che tanti, in realtà, prima o poi si attendono avvenga davvero. «Il Parlamento fiammingo - diceva il cronista - ha unilateralmente dichiarato l’indipendenza delle Fiandre, re Alberto e la regina Paola sono fuggiti all’estero su un aereo dell’Aviazione militare». Subito dopo, si sono viste immagini confuse di gente che si dirigeva con passo affrettato verso un aereo, mentre dimostranti filomonarchici si riunivano di fronte al Palazzo Reale, nel cuore di Bruxelles sventolando il tricolore belga. A rendere ancora più credibile l’evocazione, anche i commenti di personaggi politici reali e ben conosciuti, come il senatore fiammingo Jean-Marie Dedecker e il presidente del Parlamento vallone José Happart. Secondo i sondaggi, l’89% dei telespettatori che hanno assistito al programma, il cui numero complessivo è stato stimato in 514 mila e ottocento, ci è cascato in pieno. A poco sono servite le tracce seminate dai programmisti, come come l'annuncio iniziale "Questa potrebbe non essere una fiction" o l'inconsueto logo che appariva sui teleschermi. Centinaia di chiamate sono arrivate al call center dell’emittente televisiva e ai principali quotidiani. Allarme anche nelle rappresentanze diplomatiche: «Ambasciatori e ambasciate - ha commentato la presidente del Senato Anne-Marie Lizin - non sapevano più che cosa comunicare ai rispettivi Paesi». Come da copione, le polemiche sono state numerose e non finiranno molto presto. «Il compito di radio e televisione - ha tuonato a Bruxelles Didier Seeuws, portavoce (fiammingo) del premier Guy Verhofstat (anche lui fiammingo) - è di informare correttamente il pubblico, non di creare confusione». Durissima anche Fadila Lanaan, il ministro francofono per i media, che ha annunciato la convocazione dei dirigenti dell’Rtbf e ha definito addirittura «scandalosa» la trasmissione. Yves Thiran, direttore dell’informazione di Rtbf, ha invece difeso a spada tratta il programma che, ha dichiarato, «ha dimostrato l’importanza di un dibattito politico cruciale, quello sul futuro del Belgio». Si è invece scusato Jean-Paul Philippot, amministratore generale dell’emittente, sostenendo che l’ondata emotiva provocata era inattesa e che non era questo lo scopo che si voleva raggiungere con l’iniziativa. [Articolo da LaPadania]

postato da: ilario82 alle ore 21:01 | link | commenti
categorie: media, notizie, video, studi