Google

Chi sono

Utente: ilario82
Nome: Ilario Piagnerelli
Studente e praticante giornalista all'università Lumsa di Roma.

Commenti recenti

utente anonimo in Tanti auguri Lumsa N...

Le mie foto

I miei video

seguimi ovunque

Archivio

oggi
aprile 2009
marzo 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

amici
animali
arte
audio
economia
foto
ilsole240re
lavoro
libri
lumsanews
media
milano
musica
natura
notizie
politica
roma
stage
studi
varie
video

Files

CVpiagnerelli CVpiagnerelli
Blog video: Jirka climbing the building
Blog video:
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
29/08/2008

Work in progress



Giuro che appena ho tempo posterò tutti i miei articoli olimpici più quelli che sto scrivendo di nuovo agli esteri, più foto e clip sfiziose dall'esilio monzese-meneghino. Risparmiatevi commenti del tipo "e chissenefrega", "ma come facevamo prima", "non potevamo vivere senza", "e ar popolo?"...

postato da: ilario82 alle ore 22:44 | link | commenti (3)
categorie: milano, stage
14/08/2008

L'assistente di Alitalia ha chiuso il blog

24 ore dopo la pubblicazione su Repubblica.it delle foto e dei racconti che documentano l'arte di arrangiarsi a bordo degli aerei Alitalia, il blog dello steward "AviatoreAZ"è stato chiuso. >>

Quel blog era interessantissimo, svelava il dietro le quinte dei voli di linea, i turni massacranti che non traspaiono mai dietro ai sorrisi di assistenti di volo e hostess. Io lo frequentavo da un bel po', ben prima che Repubblica lo "scoprisse", e devo dire che sulla denuncia prevaleva di gran lunga la passione di questo steward per il suo lavoro, per le nuove destinazioni che raggiungeva ogni volta, per i più piccoli dettagli tecnici di strumentazioni e forniture di bordo. Uno così andrebbe promosso, non punito. 
postato da: ilario82 alle ore 20:23 | link | commenti (2)
categorie: notizie
06/08/2008

Agli atleti dico: mangiate cinese

La mensa del villaggio olimpico proporrà agli atleti quattro menu. È normale che gli azzurri tenderanno a mangiare mediterraneo, il cibo di casa nostra, tanto più che saranno controllati a vista dai personal trainer. Ma io consiglio loro di essere curiosi, di mangiare cinese, di provare la cucina indigena. La vera cucina cinese, non quella involgarita che abbiamo in Italia. Le gare richiedono pasti di facile digeribilità e i cibi cinesi sono semplici, mai soffritti, ben cotti e rigorosamente senza sale. Per dare sapidità alle pietanze si usano piuttosto le salse a base di soia. Quindi cautela con quelle piccanti, a base di rafano o con il cren, la radice che in Italia si usa anche per il bollito. Facendo molta attenzione a non irritare la mucosa del cavo orale, si può provare anche il baijiu, liquore tradizionale di cereali (con alcol tra il 40-60%) che sarà servito alla mensa olimpica. Ma molto meglio un bicchiere di vino. Per il resto, riso a volontà (è il loro pane) oppure gli ottimi ravioli ripieni di carne speziata cotti al vapore. E poi tanto pesce: in Cina lo cucinano in modo meraviglioso, fritto o al vapore, magari con una gustosa salsina agrodolce. Ottimi anche i crostacei. Le carni sono soprattutto pollo e maiale, che i cinesi consumano frequentemente ma in quantità modesta, tagliata in piccoli pezzi. Per pulirsi la bocca a fine pasto, consiglio una zuppa preparata nella pentola mongola, una marmitta di rame dove si fanno bollire spaghetti di soia insieme a molluschi (calamari) e crostacei (gamberi) e tranci di pesce in brodo di pollo. Le bacchette poi aiutano a tenersi leggeri: si fanno bocconi piccoli, non ci si appesantisce, ma si ha l’impressione di aver mangiato tanto. Perfetto per uno sportivo che deve nutrirsi e mantenere la linea! Ma alcuni punti fermi della dieta dell’atleta non vanno dimenticati. In generale, un olimpionico dovrebbe apportare 2000-2500 calorie al giorno, suddivise in un 55% di carboidrati, 15% di proteine e 30% di grassi. Significa che un atleta deve mangiare 70-90 grammi di proteine, tanti carboidrati e pochi grassi (attenzione ai condimenti). In allenamento e in gara gli atleti hanno bisogno di zuccheri. In particolare chi fa sport anaerobici (quelli con sforzi brevi e intensi) deve avere i muscoli infarciti di glicogeno. Quindi cereali e patate ai pasti e frutta fresca per il recupero dopo lo stress della gara. Mangiare un frutto tra una gara e l’altra è un ottimo metodo per reidratarsi, avere zuccheri di pronto utilizzo e sali minerali per rimpiazzare le perdite con la sudorazione. Infine bere. Stiano tranquilli gli atleti: bere non appesantisce mai. Sono persone sane e hanno un sistema di regolazione ottimale, che segnala la sete quando c’è vera necessità. Ultima postilla. A Pechino andranno anche tanti spettatori e turisti. Non mangeranno nella mensa ipercontrollata del villaggio, quindi, a maggior ragione, provino la cucina cinese. Unica avvertenza: bisogna scegliere i locali facendo attenzione all’igiene. In Cina questo aspetto qualche volta è un optional.

Carlo Cannella*, Il Sole 24 Ore - 6 agosto 2008
*Ordinario di Scienza dell'alimentazione Università La Sapienza
(testo raccolto da Ilario Piagnerelli)

postato da: ilario82 alle ore 16:47 | link | commenti (1)
categorie: stage, ilsole240re
04/08/2008

Ultimatum scaduto, Teheran lo ignora

Il dossier nucleare iraniano va di nuovo ai tempi supplementari. Sono scadute ieri le due settimane concesse alla Repubblica islamica per dare una "risposta chiara" sul pacchetto di incentivi offerto in cambio della sospensione delle attività nucleari. Ma quella risposta non è arrivata. Guidati dal rappresentante Ue Javier Solana, i Paesi negoziatori del 5+1 (i membri del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania) mettevano sul piatto l'opzione "freeze for freeze", congelamento delle sanzioni in cambio del congelamento dei progetti di arricchimento dell'uranio. Ma "non c'è niente di nuovo", osservava ieri mattina un funzionario Ue, lasciando però trapelare che i diplomatici europei potrebbero concedere a Teheran ancora qualche giorno, prima di dichiarare cessato questo giro di trattative e portare all'Onu la proposta di un quarto round di sanzioni. "Non dobbiamo concentrarci troppo sulla scadenza, l'importante è avere una risposta presto, non in un giorno", è il mantra di queste ore nei palazzi di Bruxelles, che sulla faccenda si giocano anche credibilità politica. In serata il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha però risposto, perentorio: "La nazione iraniana non arretrerà di un millimetro dai suoi diritti". Lo ha detto incontrando l'omologo siriano Bashar al-Assad, in visita diplomatica. Assad ha un filo diretto con Sarkozy, che alla conferenza di Parigi che sancì la nascita dell'Unione per il Mediterraneo gli chiese di "convincere l'Iran" a dimostrare che i suoi piani di arricchimento dell'uranio hanno fini civili e non bellici, come invece temono gli occidentali. Ma è difficile che Damasco, che ha un'alleanza trentennale con Teheran, divenuta asse militare nel 2006, voglia davvero persuadere Ahmadinejad e il capo supremo della repubblica, l'ayatollah Ali Khamenei, a desistere dalle ambizioni atomiche. "Penso che l'Iran non abbia alcuna intenzione di possedere armi nucleari", aveva detto Assad a Sarkozy, pur promettendo i suoi buoni uffici per superare lo stallo. Il primo a chiudere alle potenze del 5+1 è stato il rappresentante iraniano presso l'Aiea (l'agenzia Onu per l'energia nucleare) Ali Soltanieh: "Non abbiamo mai discusso né ci siamo accordati sul cosiddetto termine di due settimane". Mentre a Colombo, in Sri Lanka, il ministro degli Esteri di Teheran Manouchehr Mottaki ha detto che non accetterà scadenze e ha tirato dritto sul nucleare, annunciando progetti di cooperazione con altri Paesi per lo sviluppo di tale tecnologia, sotto la supervisione dell'Aiea. Una precisazione, quest'ultima, che motiva anche la polemica sollevata negli ultimi giorni dai media iraniani sull'India. Paese che pur non avendo mai aderito al Trattato di non proliferazione - a differenza dell'Iran - e pur avendo testato illegalmente diverse bombe atomiche, si gioverà anche di un accordo con gli Usa - benedetto dall'Aiea - per la fornitura di combustibile nucleare. "L'Iran condanna il doppio standard degli Stati Uniti", titolano i giornali. Morde il freno intanto Israele, che dopo il collaudo dei nuovi missili iraniani a lunga gittata Shahab-3 si sente sempre più sotto il tiro dei pasdaran. "Pensiamo che l'Iran raggiungerà la piena capacità di arricchimento nel 2009 e dal 2010 potrà arrivare allo stadio militare. E' inaccettabile che possa diventare una potenza nucleare", ha detto ieri il vice premier Shaul Mofaz in visita a Washington. "E' una corsa contro il tempo, e il tempo sta volando". "Abbiamo tergiversato abbastanza", concorda il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier.

Ilario Piagnerelli, Il Sole 24 Ore - 3 agosto 2008
  

postato da: ilario82 alle ore 18:52 | link | commenti (1)
categorie: stage, ilsole240re
02/08/2008

Agli arresti i leader di al-Fatah a Gaza

Torna a salire di tono lo scontro tra Hamas e al-Fatah, nella Striscia di Gaza come in Cisgiordania. Non si ferma la serie di accuse e ritorsioni reciproche innescata dall’attentato del 25 luglio a Gaza City, nel quale sono morti 5 miliziani di Hamas e una bambina. Per ora il braccio di ferro tra i due partiti rivali, che rischia di riaccendere la guerra civile tra palestinesi dopo un anno di tregua e i prime tentativi di distensione, va avanti a colpi di arresti. Ieri, le forze di sicurezza del movimento radicale Hamas hanno incarcerato nella Striscia di Gaza alcuni esponenti di Fatah. Si tratterebbe di almeno 15 dirigenti, fanno sapere dal partito di Abu Mazen. Tra loro, tre governatori di distretto e figure di rilievo, come Ibrahim Abu an-Naja e Zakaria al Haga, rappresentanti che lo stesso Abu Mazen aveva delegato a guidare Fatah nella Striscia dopo la presa di potere da parte di Hamas un anno fa. Una mossa «temporanea e limitata», quella di Hamas, per indurre il governo Fatah a rilasciare i circa 50 attivisti (tra cui studenti e insegnanti dell’università di Nablus) arrestati il 27 luglio in diverse località della Cisgiordania. «Tutto finirà quando cesseranno gli arresti politici», ha detto il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri. E in serata l’Autorità nazionale palestinese ha in effetti messo in libertà i primi quattro prigionieri, tra cui Mohammed Ghazal, della direzione politica di Hamas in Cisgiordania, e ha promesso la scarcerazione degli altri. Il governo di Ramallah aveva già annunciato giovedì il rilascio dei membri di Hamas, ma l’intempestiva esecuzione dell’ordine - «non abbiamo ancora ricevuto istruzioni per il rilascio dai superiori» - ha dato al partito estremista il pretesto per una nuova provocazione: «I nostri dirigenti in Cisgiordania sono ancora in carcere, faremo pressione in ogni modo». L’ordine di scarcerazione rischia di passare così come una vittoria politica di Hamas e un motivo in più per andare avanti con la campagna di arresti, giunta ormai al terzo round e inaugurata con la cattura di 200 membri di Fatah, accusati da Hamas dell’attentato di Gaza City. «È la distruzione di ogni dialogo per evitare lo scisma», commentava ieri un dirigente di Fatah. Si allarga così il fossato tra le due Palestine, una estremista e appoggiata da Iran e Siria, l’altra moderata e sostenuta da Usa e Ue. Un esempio: mentre ieri le autorità della Cisgiordania hanno vietato un corteo del partito Hizb al Tahrir, al bando in molti Stati arabi perché troppo estremista, a Gaza i manifestanti hanno trovato accoglienza.

Ilario Piagnerelli, Il Sole 24 Ore - 02 agosto 2008

postato da: ilario82 alle ore 16:59 | link | commenti (2)
categorie: stage, ilsole240re