Da RadioLumsa, il notiziario del 22 maggio, mio e di Valeria Di Corrado. Non perdete lo straordonario (quanto idiota) servizio sul mal di scuola, l'intervista al ministro Frattini e, soprattutto, l'inchiesta sulla Responsabilità sociale d'impresa, con l'intervista a George Jaksch, manager della Chiquita (realizzata, in inglese, dal sottoscritto).
All’ingresso campeggia la foto vincitrice, scattata a settembre dal fotografo inglese Tim Hetherington: un soldato americano di stanza in Afghanistan, gli occhi stralunati e le mani a coprire il volto come per vergogna, riposa stremato in un bunker. Uno scatto drammatico, non artisticamente perfetto, ma che ha il merito di aver catturato un attimo irripetibile, destinato probabilmente a diventare l’icona di una guerra, come la bambina vietnamita in fuga dale bombe al napalm 40 anni fa. “Questa foto ci mostra lo sfinimento di un uomo e lo sfinimento di una nazione”, ha detto Gary Knight, presidente della giuria 2008. “Ci riguarda tutti, e’ l’immagine di un uomo che e’ arrivato al limite”, ha aggiunto. E’ esattamente questo lo spirito del World Press Photo: il senso prevale sempre sulla forma e, come avviene per ogni buon articolo, la veridicita’ viene prima di tutto. Soprattutto quando si riesce a riprendere l’impossibile, come il secondo, terribile – immortatalato dal fotografo americano John Moore –, in cui una bomba e una raffica di mitra uccidono la leader dell’opposizione pakistana Benazir Bhutto, lo scorso 27 dicembre. La foto ha vinto il primo premio Spot News foto singole. La giuria del concorso World Press Photo 2008 ha dovuto selezionare le 59 immagini vincitrici da un archivio di 80536 fotografie, inviate da oltre 5mila fotografi di 125 diverse nazionalità, per dieci categorie diverse. I servizi fotogiornalistici vengono sottoposti alla commissione internazionale della World Press Photo Foundation di Amsterdam dalle stesse testate che li hanno commissionati. Partecipano riviste come Time Magazine o Vanity Fair (per il quale è stata realizzata la foto vincitrice), agenzie fotografiche come Getty Images, o veri magazine culto per la fotografia come National Geographic. C’è un posto di tutto rispetto anche per il nostro Paese in questa ultima edizione del World Press Photo. Sono quattro le fotografie premiate quest’anno: c’e’ il parco divertimenti ritratto nel Nord Italia da Massimo Siragusa, vincitore del secondo premio Arte e spettacolo reportage; c’è l’attrice Martina Gusman sul set del film “Leonera”, immortalata da Stefano De Luigi, che è valsa il secondo premio Arte e Spettacolo foto singole; c’è una donna colombiana che si prostituisce per sfamare i figli, di Francesco Zizola, secondo premio People in the News reportage; c’è, infine, una ragazza che fuma in un centro per la cura dei disturbi alimentari, di Simona Ghizzoni, terzo premio Ritratti foto singole.Pippo: "La legge Mammì è detta anche legge fotografia"
Prof. Mazzà: "E questo non c'entra un cazzo".
Massenti: "Ilario, si è liberato un posto a SkyTg24"